Settima settimana: Apertura/Chiusura

Il  ricco materiale per la pratica della Settima settimana è scaricabile cliccando qui.

In questo Video ThatamTORO132y ci parla di come prenderci cura delle sensazioni dolorose che nascono dalla mente,dalle percezioni erronee ( dal 58’)                       http://vimeo.com/55081404

Dal 51′ al 59′  Thay ci spiega come abbracciare le emozioni dolorose                http://vimeo.com/56806055

Qui sotto un brano di Thay che ci guida nel riconoscere, accogliere ed abbracciare le emozioni forti. Questo ci sarà possibile proprio grazie a questo prezioso passaggio dal “pensare” al “sentire” che stiamo rendendo possibile abitando con sempre maggior cura il nostro corpo.

Buona lettura e buona pratica

CALMARE LE EMOZIONI FORTI

Molti di noi patiscono emozioni forti e dolorose senza saperle gestire. Quando noti di avere in te un sentimento che non è calmo né pacifico, puoi ripeterti: “Inspirando, sono presente al

sentimento che provo. Espirando calmo questo sentimento.” Già con questa frase la tua emozione comincia a calmarsi. È importante. L’emozione può essere di disperazione, paura o rabbia; qualunque cosa sia, la consapevolezza del respiro la calmerà.

Quando noti che in te nasce un’emozione forte torna a te stesso e mettiti a praticare il respiro consapevole, per generare l’energia della consapevolezza che ti protegga. Sii presente alla tua emozione, non lasciarti sopraffare da lei. Non cadere vittima delle tue stesse emozioni.

È come quando sta per arrivare una tempesta forte: devi fare tutto il possibile per proteggere la casa in modo che il vento non la danneggi. Le emozioni forti vengono da dentro, dal profondo della coscienza; anche l’energia della consapevolezza proviene dal profondo della coscienza. Così siediti in una posizione stabile, su una sedia con i piedi ben appoggiati a terra oppure su un cuscino a gambe incrociate, oppure sdraiati, e preparati a entrare in contatto con quell’emozione. Per cominciare respirerai in consapevolezza concentrando l’attenzione sull’addome. Perché proprio l’addome? Quando vedi un albero nella tempesta, se concentri l’attenzione sulla cima ne percepisci la vulnerabilità: hai l’impressione che l’albero sia troppo fragile per resistere alla tempesta, perché il vento scuote con violenza i rametti terminali e le foglie. Se invece concentri l’attenzione sul tronco dell’albero ricevi un’impressione diversa: vedi che l’albero è solido e radicato in profondità nel terreno, dunque sai che resisterà alla tempesta.

Anche tu sei un albero, e quell’emozione forte è la tempesta che si avvicina; se non ti prepari a riceverla potrebbe spazzarti via. Prepararsi significa mettersi a respirare in consapevolezza portando giù l’attenzione dal livello del pensiero al livello della pancia, poco al di sotto dell’ombelico. Si chiama “respirazione addominale” o “di pancia”: consiste semplicemente nel concentrare tutta l’attenzione sulla pancia e prendere consapevolezza del suo movimento di espansione e contrazione. La pancia è il tronco del tuo albero; non restare a livello del cervello, è là che i venti di tempesta soffiano più forti. È pericoloso restare al livello del pensiero; scendi ad abbracciare il tronco dell’albero, poco sotto all’ombelico: là sarai al sicuro.

Questa è una pratica semplice ma efficace. Sei consapevole che un’emozione è soltanto un’emozione, è soltanto una piccola parte dell’intero tuo essere: tu non sei solo le tue emozioni, sei molto di più. Un’emozione arriva, resta per un po’ e poi va via, proprio come una tempesta; se ne sei consapevole non temi le tue emozioni. Molti giovani non sanno come gestire le proprie emozioni e stanno malissimo, finendo per convincersi che l’unico modo per mettere fine a quella sofferenza sia uccidersi. Sono tanti i giovani che si suicidano semplicemente perché non sanno gestire le proprie emozioni. Eppure non è difficile. È utile sapere che un’emozione è soltanto un’emozione, che tu sei molto di più delle tue emozioni, le quali arrivano, si fermano per un po’ e poi se ne vanno. Perché morire per un’emozione?

Se concentri l’attenzione sull’addome per quindici o venti minuti e prendi rifugio nella pratica, la tua emozione si riduce; allora ti senti più in pace e sei soddisfatto perché sai che c’è un modo per gestire le tue emozioni, sai che la prossima volta che sorgerà un’emozione potrai fare esattamente la stessa cosa.

Una volta che hai praticato, sviluppando fiducia nella pratica, sarai in grado di aiutare una persona a te vicina quando sarà travolta da un’emozione forte. Potrai dirle: “Vieni a sederti accanto a me, prendimi per mano. Pratichiamo la consapevolezza del respiro e prestiamo attenzione all’addome che si alza e si abbassa.” Tenendole la mano puoi trasmetterle la tua forza e la tua fiducia. Respirerete insieme in consapevolezza, tutti e due; quindici o venti minuti dopo quella persona si sentirà bene. In futuro potrà farlo da sola. Insegnare a una persona amica a praticare in questo modo potrebbe perfino salvarle la vita, un giorno.

Ti consiglio di non aspettare che arrivi un’emozione forte, per cominciare la pratica: di certo dimenticherai di farla. Imparala ora, subito; pratica un quarto d’ora al giorno. Siediti o sdraiati in una posizione stabile e pratica la consapevolezza del respiro. goditi l’inspirazione e l’espirazione, concentrando l’attenzione sull’addome. La respirazione di pancia può essere molto profonda, molto lenta e di grandi risultati. Se continui a farla per tre settimane svilupperai la pratica giusta; allora quando sorgerà in te un’emozione forte ti ricorderai della pratica e riuscirai bene ad alleviare quell’emozione. Ogni volta che lo farai, l’emozione perderà un po’ del suo potere su di te. Non la devi combattere, limitati a permettere all’energia della consapevolezza di abbracciarla: l’emozione si indebolirà e tornerà nel profondo della tua coscienza.

Thich Nhat Hanh

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