Decima settimana: Conversazione sul cibo con Thich Nhat Hanh

 

Il maestro zen Thich Nhat Hanh è particolarmente impegnato, ultimamente, sul fronte dell’alimentazione, poiché ritiene vitale il nostro abituale modo di mangiare. Ha da poco pubblicato un libro, assieme alla nutrizionista Lilian Cheung, dal titolo “Savor: Mindful Eating, Mindful Living”, non ancora tradotto in italiano. Da questa intervista, in cui parla degli argomenti trattati nel libro – al di là dei messaggi indirizzati specificamente al popolo americano – emerge in modo molto chiaro e semplice un’efficace sintesi dell’insegnamento di questo grande maestro.Perché hai scelto di scrivere proprio ora un libro sull’alimentazione e la presenza mentale?

Questo è un periodo che non ha precedenti, nella storia. Nel mondo ci sono più persone sovrappeso che affamate o sottopeso. Gli scienziati ci hanno già ammonito che se la tendenza all’obesità non si invertirà, questa generazione di giovani avrà un’aspettativa di vita inferiore, rispetto a quella dei propri genitori.

Essere sovrappeso, inoltre, aumenta il rischio nei confronti di molti problemi seri di salute. Problemi in grado di causare molta sofferenza, sia alle persone che li contraggono, sia ai loro famigliari. Ad una scala più ampia, questa sofferenza colpisce il benessere delle nostre società e del nostro mondo nel suo complesso. Le radici dei nostri problemi stanno in ciò che consumiamo: non solo il cibo, ma anche tutti gli elementi che contribuiscono a determinare chi e cosa noi siamo. C’è molto da imparare dagli insegnamenti del Buddha sulla presenza mentale, per capire in profondità questa epidemia contemporanea dell’obesità. Le pratiche di presenza mentale rafforzano il collegamento tra il nostro corpo, la nostra mente e tutto ciò che sta intorno a noi. Vivere in presenza mentale è la chiave per capire la nostra lotta col peso e per potenziare il controllo sul nostro peso. Ora abbiamo l’opportunità di coinvolgere più gente nell’apprendimento del vivere consapevole e nel raggiungimento della gioia e della pace.

Che ruolo gioca il mangiare consapevole nella tua vita quotidiana?

Quando riusciamo a rallentare e goderci veramente ciò che mangiamo, ne ricaviamo una qualità molto profonda. Amo sedermi e mangiare con tranquillità, godendomi ogni morso, consapevole della presenza della mia comunità, consapevole di tutto il duro e al tempo stesso amorevole lavoro che è presente nei miei pasti. Quando mi siedo così, non sono solo nutrito fisicamente, ma anche spiritualmente. Il modo in cui mangio influenza tutto il resto delle cose che faccio durante la giornata. Se riesco a guardare in profondità nel mio cibo e prendermi questo tempo come una meditazione – non meno importante del tempo dedicato alla meditazione seduta o camminata – ricevo i molti doni del cosmo, dei quali non potrei godere altrimenti, se la mia mente fosse altrove. Perché se quando mangio sono consumato dai miei progetti e preoccupazioni, in realtà ciò che mangio è molto stress e paura e ciò è dannoso sia per la mia mente che per il mio corpo. Noi abbiamo una “gatha”, o verso, che recitiamo mentre mangiamo:

Nella dimensione dello spazio e del tempo,
Mastichiamo con lo stesso ritmo con cui respiriamo.
Preservando le vite di tutti i nostri antenati,
aprendo una strada che sale per i discendenti.

Così, quando mangiamo in presenza mentale, riusciamo ad entrare in contatto diretto coi nostri antenati , così come coi nostri discendenti, e usiamo il tempo dei pasti per vedere come nutrire le cose migliori che i nostri antenati ci hanno tramandato e come continuare a trasmettere ciò che abbiamo di più prezioso alle generazioni future.

Com’è il menù giornaliero a Plum Village?

Ci godiamo una deliziosa dieta vegana, e molti dei nostri grani sono organici. A colazione, mangiamo farina d’avena, pane fatto in casa, creme spalmabili di vari tipi di semi fatte in casa, frutta, frutta secca e, qualche volta, zuppa di spaghetti o riso vietnamiti. A pranzo, prendiamo del riso, un piatto di verdure saltate in padella, un piatto di tofu o di fagioli, una minestra, verdure al vapore o insalata e, qualche volta, un dessert. I dessert vietnamiti consistono di solito in una zuppa dolce con fagioli o grani, mentre quelli occidentali sono pasticci vegani, torte o biscotti. A cena, consumiamo un pasto semplice e leggero di riso, oppure zuppa di spaghetti e verdure.

Come influiscono i nostri stati d’animo sul nostro modo di mangiare?

Abbiamo affrontato ampiamente il tema delle sensazioni, nel libro Savor. Fondamentalmente, quando reagiamo ad un certo stimolo, le sensazioni o le emozioni si manifestano nella nostra mente. Noi essere umani abbiamo molte sensazioni. Possono essere positive o negative. Esempi di emozioni positive sono l’amore, la gioia e la speranza; mentre gli esempi diemozioni negative comprendono la paura, la rabbia, l’ansia e l’afflizione. Per molte persone, le emozioni sono legate strettamente al cibo, sebbene la natura precisa di tale relazione vari da persona a persona. Alcuni, quando solo allegri, tendono a mangiare di più, altri invece a mangiare di meno. Se non tentiamo di guardare in profondità per comprendere il nostro desiderio, esso crescerà e formerà abitudini non salutari. Per mantenere il nostro benessere, abbiamo bisogno di usare la presenza mentale, per aiutarci ad essere pienamente consapevoli di come queste diverse emozioni influiscono sul nostro modo di mangiare e a coltivare una relazione col cibo salutare e positiva.

Perché pensi che gli americani, in particolare, debbano lottare col proprio peso?

A confronto col resto del mondo, gli Usa sono la terra dell’abbondanza. C’è facile accesso a cibi e bevande che non sono buoni per noi, e vengono serviti in porzioni abbondanti. I nostri sensi vengono bombardati da pubblicità persuasive, a favore di scelte non salutari, e la gente è condizionata a desiderare ardentemente cibi e bevande insalubri, come bibite addolcite con zuccheri o dolci caricati con zucchero e grassi saturi. Con tutta la meccanizzazione della tecnologia moderna ed una cultura fortemente incentrata sull’automobile (a differenza di altri posti, come l’Europa, dove il trasporto pubblico è molto più accessibile), la gente, negli Stati Uniti, si muove meno e brucia ogni giorno meno calorie. Tutto ciò è responsabile della lotta degli americani contro il peso. Inoltre, il ritmo frenetico della vita ormai è la norma. I giovani – tra cellulari, computer e TV – cercano di gestire contemporaneamente anche sette attività diverse. Questo modo di vivere è l’opposto della vita consapevole.  Non dobbiamo meravigliarci se la gente non vive realmente nel momento e non è pienamente consapevole di ciò che mangia o di ciò che fa, che è essenziale per mantenere un peso salutare.

Puoi condividere con noi il ruolo che la consapevolezza riveste nella tua vita quotidiana?

La presenza mentale rende la vita molto bella e ricca di significato. Quando sono consapevole del mio respiro che entra ed esce e rilasso il mio intero corpo, sono in contatto con quanto è bello essere vivo. Sono in contatto col mio stato di salute e provo gratitudine per tutto ciò che va bene nel mio corpo.  Poi, con la presenza mentale, riesco ad essere consapevole della bellezza del cielo, il sorriso del fiore, il canto degli uccelli. Riesco ad essere profondamente in contatto con la mia sofferenza, e la tengo insieme all’amore e alla tenerezza, piuttosto che reprimerla o rifuggirla. Dal momento che riesco ad essere presente a me stesso, posso essere realmente presente a coloro con cui vivo, ascoltarli profondamente e parlare con parole che ispirano speranza e fiducia in sé stessi. In tal modo, ogni mattino sono in grado di portare gioia a qualcuno e, ogni pomeriggio, alleviare il dolore di qualcuno altro.

Se dovessi scegliere  un’attività consapevole al giorno, quale potrebbe essere?

Il respiro consapevole. Il mio respiro è con me per tutto il tempo che sono vivo. Posso respirare consapevolmente ovunque, in ogni momento ed in qualsiasi posizione. Persino quando sono malato, posso giacere a letto nutrendo il mio corpo e la mia mente, aiutando il mio corpo a guarire col respiro consapevole. Ciò è molto nutriente!

Secondo te, la scienza e la presenza mentale possono mettersi insieme, per avere un’influenza, in tema di alimentazione?

La scienza e la presenza mentale sono complementari, nell’aiutare la gente a mangiare bene e mantenere la propria salute ed il proprio benessere. Per prima cosa, dobbiamo essere consapevoli di ciò che mangiamo. Dobbiamo seguire i consigli della scienza per un’alimentazione salutare, non imitare le celebrità o seguire l’ultima dieta alla moda. Una volta che sappiamo cosa stiamo mangiando, abbiamo bisogno di mangiare consapevolmente, affinché ci possa aiutare, non soltanto ad acquisire abitudini alimentari salutari, ma anche apprezzare l’interconnessione con tutto ciò che ci circonda. Mangiare consapevolmente è una pratica che ci aiuterà a capire chi siamo. Senza presenza mentale nella nostra vita quotidiana, non potremmo essere in grado di scoprire la pace e la felicità che sono già presenti in noi stessi.

Puoi spiegarci come la presenza mentale può portare benefici sia al singolo individuo che al mondo intero?

Siamo tutti connessi. Quando tocchi una cosa, tocchi tutto. Qualsiasi cosa facciamo, ha un effetto sugli altri. Perciò dobbiamo imparare a vivere consapevolmente, per toccare la pace dentro ciascuno di noi. La pace nel mondo comincia dalla pace in ciascuno. Se tutti vivessimo consapevolmente , ciascuno starebbe meglio, dal punto di vista della salute; si sentirebbe più appagato della propria vita quotidiana e ci sarebbe più pace. Questa presenza mentale collettiva è in grado di apportare cambiamenti positivi nelle nostre famiglie, organizzazioni, comunità, nazioni, ed alle generazioni future.

L’articolo originale da cui ho tradotto il testo è questo qui: A Conversation with Thich Nhat Hanh About Savor. È stato pubblicato sul sito di Oprah Winfrey, celebre conduttrice televisiva ed attrice statunitense, ammiratrice di Thich Nhat Han.

Traduzione italiana di Paolo Subioli

http://www.zenquieora.org

 

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