PROPOSTA SETTIMANE LIBERE: Cambiare il CD, cibo per la mente e per il cuore

Video Dal 1:08 Thay ci spiega come “cambiare CD”        http://vimeo.com/51275541

I CINQUE POTERI SPIRITUALI  Thic Nhat Hanh

…. Nel buddhismo parliamo dei “Cinque Poteri”, cinque generi di energia: fede, diligenza, presenza mentale, concentrazione e visione profonda. I cinque poteri sono il fondamento della vera felicità e si basano su pratiche concrete che il presente libro ci insegnerà.

PIETROluceintDIFFCYMXuLTIMissimo

Il secondo genere di potere è la diligenza. Se sei capace di tornare al tuo “io” migliore e più alto, devi anche sostenere nel tempo questa pratica. Non permetterti di essere distratto e di dimenticare la pratica, pratica regolarmente, tutti i giorni, con il sostegno della tua famiglia, degli amici e della comunità: è questa diligenza. Se pratichi ogni giorno la meditazione seduta, ogni giorno la meditazione camminata, ogni giorno la consapevolezza del respiro, se ogni giorno mangi in consapevolezza, la tua pratica viene alimentata di continuo, con costanza; questa è la seconda fonte di potere. Sei capace di praticare la presenza mentale, ma non allo scopo di dimostrare di esserne capace: il punto non è mettere alla prova se stessi, il punto è praticare per il proprio benessere e il proprio piacere. Pratichi, questo è tutto, e lo fai tutti i giorni.

La diligenza ha quattro aspetti. Ecco il primo: quando nella mente non si manifestano emozioni negative, non dar loro occasione di manifestarsi. Nella psicologia buddhista descriviamo la coscienza come dotata di due strati, due livelli; lo strato inferiore è chiamato coscienza deposito, lo strato superiore coscienza mentale. La coscienza mentale è la nostra mente abituale in stato di veglia; la coscienza deposito è la nostra mente inconscia.

La coscienza deposito è come la campagna, come il terreno in cui sono racchiusi molti semi. Nella nostra coscienza deposito si trovano semi di gioia, capacità di perdono, consapevolezza, concentrazione, visione profonda ed equanimità; ci sono però anche semi di rabbia, odio, disperazione e così via. Tutti questi semi si trovano nella coscienza deposito; una delle sue funzioni è conservarli. Quando uno dei semi nella nostra coscienza deposito viene innaffiato, si manifesta nella coscienza mentale sotto forma di una specifica energia, diventando una formazione mentale. Per esempio, tu hai in te il seme della rabbia ma quand’è sopito, in stato latente nella tua coscienza deposito, non ti senti arrabbiato; quando invece il seme viene toccato, quando viene “acceso”, si trasforma in una formazione mentale detta “rabbia” e tu senti quell’energia nascerti dentro. Possiamo visualizzare la coscienza mentale come un soggiorno e la coscienza deposito come una cantina: se innaffiamo in noi il seme della gioia, quel seme si manifesterà nel livello superiore della coscienza mentale e renderà più bello il soggiorno; se innaffiamo in noi il seme dell’odio o della rabbia, quello renderà il soggiorno della nostra mente un luogo infernale per noi e per le persone a noi care.

Tutti abbiamo in noi un seme di rabbia, un seme di disperazione, un seme di gelosia. Se si vive in un ambiente negativo, questo li può innescare; se si vive in un ambiente positivo non succede tanto facilmente che i semi dell’avidità, della violenza, dell’odio e della rabbia vengano toccati o innaffiati. È saggio, dunque, scegliersi un buon ambiente che prevenga i contatti troppo frequenti con questi semi negativi. Non si dovrebbe permettere alle persone che si hanno intorno di toccare quei semi, né si dovrebbe permettere a se stessi di innaffiarli.

Quando leggi un articolo pieno di violenza o guardi un programma televisivo o un film violento attivi in te il seme della violenza. Il primo passo nella diligenza è non attivare quei semi negativi e non permettere che lo faccia l’ambiente circostante. Qui “diligenza” significa la pratica dell’irrigazione selettiva: se dunque un seme negativo che hai nella coscienza deposito non si è manifestato lascialo laggiù, non permettere che riceva acqua. Nella vita quotidiana fa’ attenzione a non dare a quei semi l’opportunità di manifestarsi; non reprimerli, semplicemente non dar loro occasioni. Nella vita di comunità e di famiglia esponiti a suoni e immagini che ti aiutino a entrare in contatto con gli elementi salutari che hai dentro. Cerca di non esporti a suoni e immagini che stimolino in te il seme dell’avidità o quello della rabbia. Questa pratica richiede diligenza; forse ti serve anche una comunità o un gruppo di amici con valori analoghi che ti aiutino a creare un ambiente favorevole. Puoi invitare il tuo partner, i tuoi figli e i tuoi amici a collaborare a proteggerti; a tua volta puoi proteggere loro, creando un ambiente in cui non debbano stare in contatto con stimoli che innaffiano in loro i semi negativi.

Il secondo aspetto della diligenza è calmarsi e sostituire i semi negativi che si manifestano nella mente conscia. Quando un seme negativo viene stimolato – mettiamo, il seme della disperazione, il seme della rabbia o quello della violenza – occorre che tu sappia fermarne la manifestazione e aiutarlo a tornare alla sua forma originaria di seme. Non lasciare che si trattenga troppo a lungo al piano superiore della coscienza mentale, perché se vi rimane a lungo si rafforzerà sempre di più, con effetti molto distruttivi. Ci sono molti modi di calmare un’energia negativa senza reprimerla né combatterla: si può riconoscerla, sorriderle e invitare un’altra cosa più carina a venire a sostituirla; si può leggere qualche frase che dia ispirazione, ascoltare un brano di buona musica, andare da qualche parte nella natura, fare un po’ di meditazione camminata.

È come se tu avessi messo su il CD sbagliato e la musica che riproduce non ti piace, dunque lo sostituisci con un altro. È un vero piacere quando comincia il nuovo CD! Il Buddha non aveva CD, all’epoca, dunque ha usato l’immagine della sostituzione del piolo: un falegname usa un piolo o cavicchio per unire insieme due pezzi di legno.[1] Quando il piolo marcisce non è più in grado di tenere insieme i due pezzi, dunque il falegname lo sostituisce con un piolo nuovo. Allo stesso modo puoi cambiare i tuoi pensieri, se sono sgradevoli. Se un’idea è negativa, piena di avidità o di rabbia, puoi usare la consapevolezza del respiro per toccare un seme che sia salutare e invitarlo a emergere; se questo seme salutare è sufficientemente interessante, quello sgradevole si ritrarrà. Il nuovo seme, però, deve essere più attraente altrimenti il seme sgradevole non se ne andrà tanto facilmente e lotterà per conservarsi la tua attenzione. Per modificare la situazione allora praticherai il secondo passo, con abilità e diligenza, aiutando le formazioni mentali negative a tornare a dormire e aiutando il seme positivo a manifestarsi. La formazione mentale positiva che emerge occupa il soggiorno, quindi gli ospiti indesiderati hanno ben poche possibilità di intrufolarvisi!

I primi due aspetti della diligenza riguardano il trattamento dei semi negativi, il terzo e il quarto il nutrimento dei semi positivi.

Il terzo aspetto della diligenza consiste nell’invitare sempre i buoni semi a manifestarsi. Tu sai di avere in te un seme di amore, un seme di capacità di perdono, un seme di gioia, di pace, di felicità; impara diversi modi di toccare quei semi e di aiutarli a manifestarsi. Se vivi in un ambiente favorevole, dove sei sostenuto da una comunità amorevole e sana, hai molte opportunità di aiutare quei semi positivi a manifestarsi.

I noi i semi del risveglio, della comprensione e della compassione ci sono sempre, fanno parte della nostra natura intrinseca; la questione è come aiutarli a manifestarsi. Se i semi positivi, salutari che sono nella coscienza deposito non si sono manifestati, aiutali a farlo: leggi qualcosa, di’ qualcosa, guarda qualcosa che innaffi in te i semi della compassione e della gentilezza amorevole, in modo che si manifestino nella tua mente. Organizzati la vita in modo che i semi positivi che hai dentro possano essere toccati più volte nella giornata, così che si possano manifestare a livello di coscienza mentale. Non ci vuole molto tempo: invita un ospite meraviglioso a occupare spesso il soggiorno e già questo cambierà l’intera situazione.

Il quarto aspetto della diligenza è cercare di trattenere una formazione mentale positiva il più a lungo possibile nel soggiorno. Dobbiamo nutrirla, tenerla viva in mente. Se in te si sta manifestando un seme di compassione, un seme di gioia o un seme di pace come formazione mentale è un bene, per te, dunque trattienilo lì, invitalo a fermarsi, non lasciarlo tornare giù in cantina. Quando un amico caro viene a trovarti lo inviti a fermarsi da te il più a lungo possibile perché la sua presenza ti dà molta gioia; è così piacevole avere un buon amico seduto accanto a sé, nel soggiorno! Se piove potrai dirgli: “Amico caro, fuori piove; fermati a bere un’altra tazza di tè!”, insomma cerchi di convincerlo a fermarsi il più a lungo possibile. Più a lungo le formazioni mentali restano a livello della coscienza mentale, più si rafforzano alla base. Questo vale per i semi positivi come per quelli negativi. Se nel tuo soggiorno intrattieni l’avidità per cinque minuti, il seme dell’avidità avrà cinque minuti per crescere; aiuta invece il seme dell’avidità a tornare in cantina il più presto possibile e invita a salire al suo posto un seme benefico.

Utilizzare queste pratiche e le tue capacità per generare la consapevolezza si chiama “vera diligenza”. La vera diligenza può dare molta gioia, molta felicità a te e alle persone che ami. Le persone che possiedono l’energia della diligenza sono straordinariamente potenti: sono in grado di trasformare se stesse e possono contribuire a trasformare la comunità, l’ambiente e il mondo.

[1] In tempi antichi per unire due pezzi di legno li si sovrapponeva, forandoli e facendo passare nei fori un cavicchio anch’esso di legno (oggi mobilieri lo chiamano anche spina). Una volta deteriorato o marcito, il cavicchio vecchio si sostituiva martellando nel foro un cavicchio nuovo e integro, che entrando spingeva fuori i resti di quello vecchio. (NdT)

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