Terza settimana: Postura

postura.jpgAbitare il corpo, grazie al respiro entrare in contatto con i luoghi aperti, morbidi, rilassati quanto con quelli più tesi, chiusi dove possiamo avvertire una torsione o una pressione, in qualche modo un disagio.
Portare proprio qui il nostro respiro ,in queste zone del corpo dove avvertiamo una resistenza all’abbandono ed al rilassamento.
Invece di rifiutare o cercare di non sentire, cercare di cambiare o di risolvere il disagio, cullati dall’onda del respiro riposiamo nel cuore stesso della sensazione.
La libertà dalla paura del dolore.

“La consapevolezza è soprattutto la capacità di saper riconoscere la presenza di un oggetto di percezione senza prendere posizione, senza giudicarlo, desiderarlo o disprezzarlo. Per esempio,mettiamo di avere una zona del corpo dolente: con la consapevolezza noi prendiamo semplicemente atto di quel dolore. E’ un genere di preghiera molto diverso a quello a cui forse sarete abituati, ma anche sedere in meditazione ed essere semplicemente coscienti di quel dolore significa pregare” Thich Nhat Hanh

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VIDEO: vivere felicemente nel momento presente
Dal 1:08 minuto, Thay ci invita a  smettere di correre ed entrare nella felicità grazie alla consapevolezza.
“Il praticante si radica nell’osservazione del corpo nel corpo… quando va o torna, il praticante applica la presenza mentale all’andare o al tornare. Quando guarda davanti o dietro, quando si china o si rialza, applica la presenza mentale a ciò che sta facendo.  Quando mangia o beve, mastica o gusta il cibo, quando elimina escrementi o urina, quando cammina, sta in piedi, si sdraia, siede, dorme o si sveglia, parla o rimane in silenzio, fa splendere su ogni attività la luce della presenza mentale.
dal Discorso sul quattro fondamenti della presenza – Satipatthana Sutta

 

 

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