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Tre mesi con il corpo, invito

All’esplorazione di mente e corpo in uno spirito di gentilezza e amicizia,
da praticare a casa, da soli o in compagnia di un amico, o nel Sangha.

 Cari amici, care amiche,

vi proponiamo un percorso di tre mesi all’esplorazione del corpo e della mente in uno spirito di curiosità e amicizia per noi stessi.
L’impegno richiesto è di sperimentarsi creando nuove abitudini positive, grazie al piacere di fare cose che ci danno pace e gioia.
Il progetto nasce a Plum Village, il centro di pratica fondato dal Maestro zen Thich Nhat Hanh, e su suo invito. L’intento è creare una sorta di monastero on-line per permettere a tutti, anche a coloro che non possono frequentare un Sangha, di seguire un percorso di allenamento per corpo e mente, beneficiando al contempo dell’energia collettiva di tutti coloro che intraprenderanno questo cammino nello stesso periodo.
Thich Nhat Hanh, il nostro insegnante, ci propone innumerevoli pratiche e in questi tre mesi avremo la possibilità di approfondirne una ogni settimana.
Il cuore di questo lavoro è il rifugio nel semplice tema della settimana: i pensieri ricorrenti, le nostre abitudini, saranno la campana di consapevolezza che ci riporta alla libertà del momento presente.
Questo percorso, può essere compiuto da soli come viaggio nell’amicizia e intimità con noi stessi, ma ama anche essere compiuto in compagnia, di una sola altra persona o del Sangha.
Se abbiamo la fortuna di essere parte di un Sangha infatti possiamo proporlo ai nostri amici di pratica, questo ci consentirà di condividere la nostra esperienza durante la settimana passata e ispirarci a vicenda per la settimana a venire.

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Settima settimana: Apertura/Chiusura

Il  ricco materiale per la pratica della Settima settimana è scaricabile cliccando qui.

In questo Video ThatamTORO132y ci parla di come prenderci cura delle sensazioni dolorose che nascono dalla mente,dalle percezioni erronee ( dal 58’)                       http://vimeo.com/55081404

Dal 51′ al 59′  Thay ci spiega come abbracciare le emozioni dolorose                http://vimeo.com/56806055

Qui sotto un brano di Thay che ci guida nel riconoscere, accogliere ed abbracciare le emozioni forti. Questo ci sarà possibile proprio grazie a questo prezioso passaggio dal “pensare” al “sentire” che stiamo rendendo possibile abitando con sempre maggior cura il nostro corpo.

Buona lettura e buona pratica

CALMARE LE EMOZIONI FORTI

Molti di noi patiscono emozioni forti e dolorose senza saperle gestire. Quando noti di avere in te un sentimento che non è calmo né pacifico, puoi ripeterti: “Inspirando, sono presente al

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Prima settimana: esploriamo apertura/chiusura del corpo

MATERIALE 1° settimana – APERTURA<br /> Divento consapevole delle chiusure e delle tensioni presenti nel corpo (semplice riconoscimento). Entro con il respiro in profondità nella sensazione, permetto al corpo di aprirsi, mi apro a quello che c’è.</p> <p>Parole chiave: “Sento, lascio andare”<br /> Punto focale: plesso solare<br /> Pratica proposta:  Pratica dei TRE RESPIRI: ogni volta che ricordo, ogni volta che riemergo dall'oblio prendo tre respiri (che posso accompagnare con tre movimenti di apertura del corpo).</p> <p>Allegato 1:  Tre respiri ( T.Nhat Hanh )</p> <p>La consapevolezza è il tipo di energia che ci aiuta a riconoscere e ad apprezzare le cose che ci circondano. Molto spesso nelle nostre vite siamo così assorti nelle nostre preoccupazioni e nelle nostre difficoltà, che non ci accorgiamo nemmeno che la primavera sta arrivando e che gli alberi fioriscono sulla strada che percorriamo ogni giorno. La consapevolezza è la pratica della meditazione nella nostra vita quotidiana. Quando ci accorgiamo che la nostra mente divaga e che abbiamo perso il contatto con il nostro corpo e con il momento presente possiamo semplicemente arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni con calma e agio.<br />  Fermarsi è il primo passo per tornare ad essere felici. Mentre respiriamo in consapevolezza possiamo guardarci attorno e se pratichiamo correttamente scopriremo che nel momento presente ci sono tutte le condizioni necessarie perché noi possiamo essere felici. Forse i nostri colleghi, insegnanti , genitori o amici sono stati sgarbati con noi e ci hanno fatto soffrire, o forse la nostra vita troppo occupata non ci lascia lo spazio per fermarci, ma i fiori e gli alberi sulla strada che percorriamo ogni giorno continuano ad offrirci la loro freschezza. L’unica cosa che può privarci della gioia di poter apprezzare gli alberi e i  fiori è la nostra mente.<br /> Tre respiri sono sufficienti per ritornare a noi stessi e riconoscere che sia dentro che fuori di noi ci sono innumerevoli condizioni per poter essere felici. Il sole continua a brillare sopra le nostre teste! Se il sole non fosse più in cielo ogni persona sulla terra soffrirebbe molto, eppure non ci capita spesso di fermarci qualche istante per apprezzare il calore dei suoi raggi che ci accarezzano il viso.<br /> Se abbiamo il desiderio di migliorare la nostra vita e di vivere felici possiamo riprometterci , ad esempio, di fermarci a respirare per qualche istante ogni volta che stiamo per salire in macchina. Questo è il primo passo e de siamo in grado di fare questo il secondo passo accadrà in modo naturale. Possiamo scrivere su un piccolo foglietto di carta la parola “Respira!” e possiamo mettere questo foglietto nella tasca della nostra giacca. Durante la nostra giornata, ogni volta che metteremo la mano in tasca, ci ricorderemo di ritornare a noi stessi e tranquillamente possiamo riprendere a seguire il respiro. Se siamo in grado di addestrarci in questo modo piano piano potremo vedere dei cambiamenti nella nostra vita quotidiana. Quando l’energia della consapevolezza ci accompagna diventiamo più stabili, rilassati, e non rischiamo di lasciarci trasportare da emozioni negative come la rabbia, la frustrazione o lo stress. In momenti difficili riusciremo a ritornare a noi stessi e ad apprezzare le meraviglie della vita che ci circondano, e piano piano riusciremo a vedere il modo migliore per superare ogni ostacolo. Man mano che l’energia della consapevolezza entra a far parte delle nostre vite diventiamo più felici e più sereni e le persone che ci vivono accanto trarranno grandi benefici dalla nostra freschezza.</p> <p>Allegato 1.b: La pratica dei tre respiri 1 (E.Bayda)</p> <p>A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci. Certo, tutte le tecniche possono essere usate male; possiamo facilmente trasformarle in strumenti di “auto-miglioramento”, invece di usarle come un mezzo per svegliarci. Inoltre, possiamo perderci nella tecnica come fine a se stessa e dimenticare il quadro d’assieme della pratica. Detto questo, è possibile che per un periodo molto lungo sia necessario concentrarsi sulle tecniche. Poi, gradualmente, tutte le tecniche valide tendono a dissolversi, lasciando posto all’insegnamento che le anima come parte integrante della nostra identità.</p> <p>LA PAUSA COSCIENTE<br /> Una tecnica semplice, ma molto efficace, è la cosiddetta “pratica dei tre respiri”. Normalmente ci sono molti momenti nella giornata in cui “rinveniamo”, ossia ci ritroviamo semplicemente consapevoli. Sfortunatamente, molto spesso questi momenti durano solo pochi secondi; subito dopo ricadiamo in uno stato di sonno a occhi aperti, in cui siamo per lo più inconsapevoli, persi nei pensieri o nel nostro dramma personale. L’osservazione diretta confermerà la verità di ciò. La pratica dei tre respiri ci aiuta a estendere questi momenti di consapevolezza, non solo durante la seduta, ma per tutta la giornata.<br /> La pratica dei tre respiri consiste nell’inserire una pausa cosciente nel solito stato di sonno a occhi aperti, una pausa lunga quanto la durata di tre respiri completi. Ecco come si fa: ogni volta che “rinvenite” per un attimo, formulate l’intenzione cosciente di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi. Non occorre che vi concentriate sul respiro, ma portate la consapevolezza all’intera esperienza del momento, comunque essa sia.<br /> Ad esempio, se vi “svegliate” in una condizione di impazienza, non cercate di diventare pazienti. Vi limitate a sentire, a sentire pienamente, la qualità viscerale dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza e tutto il resto. La consegna è abitare l’esperienza per la durata di tre respiri completi.<br /> La pratica dei tre respiri aiuta a coltivare una sensazione molto netta di “essere qui”. Provate a fare un piccolo esperimento: innanzitutto portate l’attenzione al vostro respiro, percependo la frescura dell’aria che entra dalle narici. Restando con la sensazione del respiro, portate l’attenzione all’esperienza globale del corpo. Ora state con questo, con la massima attenzione che vi è possibile, per la durata di tre respiri completi.<br /> Uno dei motivi per cui la pratica dei tre respiri è così utile è che si può fare senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato. È breve e semplice, e la si può ripetere molte volte nel corso della giornata indipendentemente dall’umore. In effetti, cimentarsi nell’esercizio potrebbe essere altrettanto utile sia quando siamo felici e spensierati sia quando siamo giù di corda.<br /> Tutti sappiamo che il semplice desiderio di svegliarsi non basta; le forze che presiedono al sonno sono potenti e infaticabili. Eppure, questa semplice pratica, che spesso non offre particolari difficoltà, può iniziare a introdurre attimi di chiarezza e presenza nell’ordinaria nebbia del sonno a occhi aperti. Riposate nel presente e ricordate a voi stessi di sentire quello che c’è per almeno tre respiri completi.</p> <p>STARE CON IL DISAGIO<br /> Un altro uso interessante e molto efficace della pratica dei tre respiri è quando ci troviamo nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa. Di solito è molto difficile restare attenti in quei momenti, dato che abbiamo una naturale avversione al disagio. Ma con l’aiuto della pratica dei tre respiri è spesso possibile venire a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che resterete con il disagio solo per la durata di tre respiri.<br /> L’io è disposto a questo compromesso perché conserva l’illusione del controllo, che è il suo principale obiettivo. Quindi la pratica consiste nel dire alla mente piccola che sentirete il disagio per tre respiri completi, dopodiché potrete decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Siate certi di non rompere il patto: dopo i tre respiri permettetevi di scivolare verso le solite distrazioni. Poi, dopo un po’, riproponete l’accordo, sentendo il disagio per altri tre respiri alla volta.<br /> La cosa sorprendente di questa particolare versione della pratica dei tre respiri è la pronta accondiscendenza dell’io. Spesso la nostra resistenza rende le esperienze difficili ancora più difficili. Ma quando si scioglie, appare chiaro che non stavamo resistendo ad altro che a una serie di pensieri di cui siamo convinti, accompagnati a volte da sensazioni fisiche intense. Più entriamo deliberatamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno. Impariamo questa lezione fondamentale tre respiri alla volta.</p> <p>LE ABITUDINI COMPULSIVE<br /> Un ultimo uso della pratica dei tre respiri è quando cadiamo in una delle nostre solite abitudini compulsive, come fantasticare, navigare in internet o tenerci molto occupati. Queste tendenze sono spesso molto seduttive e di norma abbiamo poco interesse ad abbandonarle. Ma, come dicevamo per il disagio, è possibile scendere a patti con l’io (che in questo caso prende la forma di una mente compulsiva), concordando di tornare alla realtà solo per tre respiri, dopodiché siete disposti a riprendere il comportamento abituale.<br /> Mettiamo ad esempio che siate seduti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsive. Forse vi “svegliate” per un attimo e vi accorgete di cosa state facendo. Sarebbe irrealistico credere di potersi semplicemente fermare e alzare dalla sedia: sappiamo bene che le compulsioni sono refrattarie alla ragione e all’autodisciplina. Ma una cosa che la mente compulsiva potrebbe essere disposta a fare è darsi una pausa di tre respiri, principalmente perché sa che prestissimo potrà ricominciare da capo.<br /> Per la durata di tre respiri completi, facciamo esperienza pienamente della compulsione. Si tratta di un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. L’idea non è spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento compulsivo. Dopo i tre respiri, vi date il permesso di ritornare al solito sonno a occhi aperti. Poi, dopo un po’, riproponete l’accordo. E così via di seguito. Potreste scoprire che, dopo averlo fatto per parecchie volte, i circuiti del potere seduttivo della compulsione si rompono spontaneamente.<br /> L’unico modo per verificare l’efficacia della pratica dei tre respiri è farla. Non richiede altro che rivolgere un’intenzione cosciente all’esercizio per la durata di tre respiri alla volta. Come vedete è una tecnica semplicissima; ma è importante fare quel che possiamo quando possiamo, e gradualmente i piccoli sforzi si cumuleranno e inizieranno a incidere sulla qualità della vita. La pratica non segue la logica del “tutto o niente”. </p> <p>Lettura 1: Discorso sul modo migliore per vivere soli</p> <p>Non inseguite il passato.<br /> Non perdetevi nel futuro.<br /> Il passato non c’è più;<br /> il futuro non è ancora arrivato.<br /> Osservando a fondo la vita così com’è proprio qui e ora,<br /> il praticante dimora nella stabilità e nella libertà.<br /> Dobbiamo essere diligenti oggi,<br /> domani sarebbe troppo tardi:<br /> la morte arriva inaspettata.<br /> Come si può scendere a patti con essa?<br /> Il saggio chiama una persona<br /> che dimora nella presenza mentale notte e giorno<br /> “colui che conosce il modo migliore per vivere solo”.</p> <p>Il discorso completo può essere trovato sul “Il canto del cuore”, Ed. Associazione Essere Pace

Il materiale per la pratica della prima settimana è scaricabile cliccando qui.

MATERIALE 1° settimana – APERTURA Divento consapevole delle chiusure e delle tensioni presenti nel corpo (semplice riconoscimento). Entro con il respiro in profondità nella sensazione, permetto al corpo di aprirsi, mi apro a quello che c’è. Parole chiave: “Sento, lascio andare” Punto focale: plesso solare Pratica proposta: Pratica dei TRE RESPIRI: ogni volta che ricordo, ogni volta che riemergo dall’oblio prendo tre respiri (che posso accompagnare con tre movimenti di apertura del corpo). Continua a leggere

Prima settimana: Tre Respiri

Si inizia!

Questa settimana, la prima, esploriamo l’apertura/chiusura del corpo, le tensioni.(Thay nel video ci parla di come prenderci cura delle sensazioni dolorose che nascono dal corpo( dal 9’al 58’) )
Questo richiede coraggio; il coraggio di non scappare dalle nostre sensazioni fisiche non piacevoli, ma di riconoscerle e, con gentilezza accoglierle,respirare con loro. “Sento, lascio andare”.

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Si inizia! Prima settimana!

Benigni_lightVorremmo invitarvi a fare qualcosa di rivoluzionario: lasciar cadere lo sforzo, la colpa, la lotta che spesso, purtroppo, sono associate alla meditazione, per fare diventare questo percorso un cammino di gioia, di gioco, un’avventura; per scoprire l’energia che ci viene dall’esplorare il nostro corpo e la nostra mente in uno spirito di amicizia, di gentilezza, la forza che ci viene dal fare questo insieme agli altri.

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